... Quando accadono queste cose. La quotidianità, nella sua fretta asettica, ci fa perdere la lucidità per fermare quanto di orribile commettano i nostri simili. Nessuno si ferma a soccorrere un bisognoso per strada, figurarsi se ci si va ad immischiare in situazioni come questa... Mi viene il voltastomaco a pensare che da una tragedia nasca, paradossalmente, il successo di un criminale.
Il nostro sistema fa schifo, perché i primi a fare schifo siamo proprio noi.
mercoledì 28 novembre 2007
martedì 20 novembre 2007
NUNC EST BIBENDUM...
Mai frase fu più azzeccata di quanto Orazio disse 2000 anni fa, tanto da diventare la didascalia della cantina del simpaticissimo Franco Conterno, che ho avuto il piacere di visitare domenica scorsa.Una visita teoricamente "didattica", degenerata, infine, nella sbronza più divertente degli ultimi tempi...
Saranno stati i compagni di viaggio, sarà stata "l'uUa", tant'è che ancora adesso fatico a non ridere al solo pensiero.
Dopo una levataccia che a distanza di due giorni non ho ancora metabolizzato, l'allegro carrozzone è partito alle 7:30 di un anonima domenica di novembre.
Grazie al cielo (è proprio il caso di dirlo!) neanche una nuvola, ma un freddo di dolomitica memoria mi ha aiutato a destarmi senza fatica, in barba a chi credeva che non ne fossi più capace (hai capito, moglie?). Di norma cerco di evitare i viaggi in pullman, in primis perché patisco da matti, eppoi perché lo spazio è talmente risicato da non permettere al mio amato deretano di sostare sul seggiolino per più di un quarto d'ora filato. Oggi la scelta era senza scampo; vista la destinazione, anche il buon Tom Tom mi avrebbe lasciato con un vaffa all'uscita di Asti est.
Senza stare a nausearvi con il racconto di ogni singolo giro di lancette, siamo dunque arrivati a Bussia, nelle Langhe, patria del Barolo (almeno così mi hanno detto, non me ne vogliano gli esperti!).
Dopo il rito dei saluti ed orientati alla cantina, eccolo! E' lui! Franco Conterno, un personaggio che se non fosse per la carrettata di quattrini che ha in banca, mi verrebbe da definire alquanto bizzarro... Forse non sono riuscito a cogliere il fatto che si tratta di una persona estremamente gentile, simpatica e cordiale. Normale, insomma. Va da sé che l'allegra combriccola formatasi durante il corso (Luca, Lisa, Marcello, Serena, ed Io), non ha perso tempo per farsi un botto di risate a stomaco vuoto prendendo per il culo chiunque capitasse a tiro, ivi compreso Mr UUA.
Dopo una degustazione di quattro bei vinelli, abbiamo atteso le nostre bottiglie disquisendo tra noi su vini e dintorni, inerpicandoci su teorie alquanto azzardate, con la classica figuradimerda, immancabile, soprattutto nelle nostre condizioni psicofisiche...
Sempre con gran tempismo ci siamo trasferiti a Serralunga, dove un altro Franco, Anselma, ci ha imbibinati (letteralmente intacchinati, ovvero, abbiamo mangiato all'ingrasso) come neanche al mio matrimonio, ma soprattutto, ci ha ubriacati con, nell'ordine: un dolcetto d'alba 2006, un barbera d'alba 2005 e un barolo 2003. Un totale di 5 bottiglie in 5... Inutile soffermarsi su quanto fossero attivi i nostri pochi neuroni...
Dopo tre ore a tavola e una buona mezz'ora a parlare dell'argomento odierno (perché, non si è capito?), siamo partiti alla volta di Zena. Un viaggio della speranza; speranza di arrivare a casa in tempo perché avevo gente a cena e la mia Dolce Metà cominciava ad indispettirsi.
Nel frattempo, per ammazzare il tempo, mi sono improvvisato psicologo farfugliando teorie, che tra l'altro stento a ricordare, su come superare la fine di un amore. Niente male, vero?
Tutto sarebbe stato proprio bellissimissimo, se Serena non si fosse inventata uno svomitazio a 5 minuti dalla meta... Veramente, complimenti!
Comunque, archiviata la gita e arrivato a casa, ho avuto 60 abbondantissimi secondi prima di aprire la porta agli amici. E come accogliere gli ospiti in attesa della cena?
Ma stappando una bottiglia di vino, no?
Etichette:
degustazioni,
divertimento,
follia,
viaggi,
vino
lunedì 12 novembre 2007
SENZA PAROLE...
Ti hanno ammazzato, e con te, il calcio.Dovevano fermarsi, non dovevano capitolare alle minacce di chi sta usurpando il tuo nome per fare violenza.
Troppe cose, ormai, hanno inquinato questo sport.
Troppe parole, pochi fatti.
Facciamo silenzio, adesso, e riflettiamo su quanto valga una partita di fronte ad una vita umana.
Almeno tu, da lassù, dacci una mano a farla finita con questo scempio...
venerdì 9 novembre 2007
ELOGIO AL DIRIGENTE...
Ciao, uomo di calcio.
Grazie per avermi dato la possibilità di essere qui questa domenica.
Grazie per esserti accorto che siamo in tre e di averci messo in uno spogliatoio che ha addirittura la doccia.
Grazie per avermi offerto 1 bottiglietta d'acqua tra il primo e secondo tempo.
Grazie per non aver infierito, nonostante i miei errori, preferendo chiedere all'arbitro di uscire 20 minuti prima.
Grazie per avermi aspettato davanti alla porta dello spogliatoio per dirmi parole di conforto.
Grazie per avermi ricordato quanto sia importante la figura dell'Assistente nel calcio moderno.
Grazie per aver parlato ai tuoi ragazzi, per non aver mai fomentato la protesta.
Grazie per aver fatto del calcio-pulito la tua "mission".
Grazie per avermi restituito le chiavi della macchina senza che questa abbia subito alcun danno.
Grazie per aver aperto il cancello dello stadio, quando la volta scorsa avevate preferito intrattenervi con la terna ancora un po'.
Grazie a tua madre, per averti messo al mondo.
Grazie per avermi dato la possibilità di essere qui questa domenica.
Grazie per esserti accorto che siamo in tre e di averci messo in uno spogliatoio che ha addirittura la doccia.
Grazie per avermi offerto 1 bottiglietta d'acqua tra il primo e secondo tempo.
Grazie per non aver infierito, nonostante i miei errori, preferendo chiedere all'arbitro di uscire 20 minuti prima.
Grazie per avermi aspettato davanti alla porta dello spogliatoio per dirmi parole di conforto.
Grazie per avermi ricordato quanto sia importante la figura dell'Assistente nel calcio moderno.
Grazie per aver parlato ai tuoi ragazzi, per non aver mai fomentato la protesta.
Grazie per aver fatto del calcio-pulito la tua "mission".
Grazie per avermi restituito le chiavi della macchina senza che questa abbia subito alcun danno.
Grazie per aver aperto il cancello dello stadio, quando la volta scorsa avevate preferito intrattenervi con la terna ancora un po'.
Grazie a tua madre, per averti messo al mondo.
martedì 6 novembre 2007
IL FATTORE V.
Eh, già! A volte mi chiedo quale colpa abbia commesso per meritare tale disgrazia, che con puntuale regolarità, mi ricorda quanto nulla sia scontato e tutto, invece, relativo.
Tanto per cominciare, se si mette in discussione la lingua italiana di zingarelliana codifica, cosa mi aspetta di fronte ad opinioni ed azioni dettate dal solo buonsenso? Se non fosse perché confortato da moglie, amici e colleghi, penserei di rasentare la follia, e di essere io, quello sbagliato...
Si perché il paradosso, che nella sua comicità ha del drammatico, è che sistematicamente, tutto venga disatteso, smontato e reso il contrario di quello che è. Vacca Boia! Che Fatica!
Diciamo che di medici bravi ne conosco anche, ma penso che difficilmente mi possano guarire dal temutissimo Fattore V. Non esiste terapia che lo debelli o umano che possa sopportarlo.
Morte cerebrale è quello che ti aspetta, caro lettore!
Intanto, rassegnatomi al mio destino, chiedo, con cortesia, l'indennità di sopportazione.
HAI CAPITO CAPO?!?!?!?!?
LA RIUNIONE FIUME...
Era un anno esatto che non partecipavo a riunioni di tale entità... Sette ore intervallate, si fa per dire, da un lauto pranzo gentilmente offerto dall'Azienda. Per di più con il gravoso compito di Gran Maestro che mi vedeva elargire direttive e numeri quasi che fossero noccioline, con una platea sempre più annoiata e in avanzato stato di decomposizione.
Dulcis in fundo, il tutto condito dal Trapattoni della situazione con le sue massime da campionato del mondo. Peccato, però... Stavolta niente coppa! (sigh!)
Grazie a Dio, tutto ha una fine. E finalmente me ne vado a casa, stanco, anzi, proprio sminchiato (tanto per usare un eufemismo!).
In 25 minuti ceno, vuoto la lavastoviglie, la riempo, mi arrampico sulla scala per prendere la cosa più inutile che potesse venire in mente a mia moglie e con uno scatto felino... sono di nuovo fuori dalla porta!!!
Eh già, stasera c'è il corso Sommelier... Almeno qui non sarò io a parlare, e ad essere sincero un'affogatina nell'alcol ci sta tutta; proprio tutta.
In effetti la lezione è di quelle importanti, la prima delle degustazioni, l'esame visivo!
Ma alla fine sbattendome allegramente penso a quanto sia buono il Ferrari Maximum Rosé di cui scrocco una seconda bicchierata. O che dire del Grechetto, così rotondo e con quella frutta matura che lo rende ruffiano come un gatto? Beh, giornata pesante senza alcun dubbio, ma un happy ending così non me lo sarei mai aspettato...!!!
Etichette:
degustazioni,
fattore V,
lavoro
venerdì 2 novembre 2007
FINALMENTE ON LINE!

Erano secoli, metaforicamente parlando, che aspettavo questo momento... IL MIO BLOG!
Ovvero... diciamo che ero in attesa di averne voglia! Si perché ho sempre apprezzato chi si cimenta nella stesura di un proprio spazio nella blogosfera, ma immancabilmente, al solo pensiero di dovermici sbattere, mi veniva l'orticaria.
Innanzitutto, breve premessa: la mia vita non è cambiata e non scrivo perché mi ha lasciato la moglie/fidanzata. No, niente di tutto ciò!
Sono abbastanza presuntuoso ed egocentrico da pensare che a qualcuno possa interessare ciò che ho da dire. Nel bene e nel male, dalla politica al vino, dal calcio alla vita di coppia.
Che dire oltre? Mi auguro solo un buon viaggio attraverso la rete, sperando di incontrare idee con cui confrontarmi.
Iscriviti a:
Post (Atom)

